Rispolvero una vecchia discussione che aprii su di un forum, dato che sono sempre curioso di avere riscontri in merito alla questione, che peraltro può considerarsi un completamento delle discussioni dei giorni precedenti

Miseria.Sofferenza.Angoscia.

Disperazione.

Impotenza.

In relazione alla nostra esistenza ed essenza, sono temi che l’umanità sente veramente?
E’ l’umanità a soffrire per la sua condizione o è l’uomo singolo che non vuole sentirsi solo nella sua sofferenza?

Esistono molti pensatori che nel corso della storia hanno ipotizzato una natura sofferente dell’ uomo, una volta per via della sua condizione mortale, un’ altra per la sua natura misera, o per essere schiacciati dal nulla, o dal nulla da cui veniamo e dal nulla verso cui andremo, da quello che è stato, da quello che sarà malgrado le nostre scelte, o per via delle nostre scelte, per la dipendenza da un dio o per l’indipendenza da un dio, per via della sua stessa autocosienza, per l’ immaginazione… insomma per via delle più disparate correnti di pensiero, l’uomo è spesso inquadrato in una condizione di sofferenza verso ciò che lo circonda e/o verso ciò che ha dentro di sè.

Ma sarà veramente così? L’ uomo comune si pone questi problemi? O si limita a soffrire quando c’è da soffrire per via di qualche condizione “materiale” e soprattutto particolare e personale?
Sarà forse che chi ha teorizzato queste condizioni negative dell’ uomo, lo ha fatto perchè si trovava egli stesso in uno stato di sofferenza maggiore e magari duratura nel tempo?Di esempi ce ne sono sicuramente tanti. Spesso condizioni di sofferenze materiali ed individuali che portano a teorizzare sofferenze “universali”.
Ma l’uomo secondo voi vive in questo stato?
O questa visione nasce semplicemente a causa della sofferenza di chi la teorizza, magari con una inconscia volontà di non trovarsi solo nel suo stato di angoscia?

Probabilmente l’ uomo comune non sente queso peso, o lo sente parzialmente se si sofferma a pensarci su. Ma potrebbe essere benissimo influenzato dal pensiero di questi pensatori e convincersi di ciò.

Insomma, è tutta una grande illusione?

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