Stanotte mi sono ritrovato raggomitolato nel letto, un pò ubriaco e forse un pò fatto (una novità questa), a desiderare di voler tornare bambino.

Capita vero?

A me non era mai capitato. Desideravo proprio di  correre in lacrime da mia madre, di cercare attenzione da lei per farmi consolare, e di dimenticarmi un istante dopo il motivo del mio pianto, per fare qualsiasi altra cosa.

Desideravo fare cose stupide (più stupide di quelle che faccio tutt’ora), frivole, con la spontaneità propria dei piccoli, senza preoccuparmi dell’ impressione che avrei potuto suscitare in un eventuale osservatore.

La vita spesso è una gran rottura di coglioni (eh…si lo so, ma ora mi gira così), io la vedo molto come un moto costante e monotono puntellato qua e là da qualche guizzo irregolare, perciò desiderare di fuggire, di mollare tutto, di spezzare la routine e di aggrapparsi a uno di quei guizzi, penso sia abbastanza normale.

Ci sono quei momenti che anche le cose più importanti perdono di valore e sembrano sacrificabili in nome di una estrema libertà, di una leggerezza solo immaginabile, di una spontaneità a malapena descrivibile. Ho sempre immaginato però, di vivere tali momenti nel pieno della mia coscienza e ieri invece mi sono sorpreso con questo insolito desiderio.

L’inconscio che desidera l’ incoscienza. Ma che roba è?

Sarà forse una debolezza? Il mio magnificente Ego sta iniziando a mostrare i suoi primi segni di cedimento, ed orgoglioso com’è preferisce autoannientarsi piuttosto che vedersi allo specchio malconcio?

O forse è la mia coscienza (intesa come percezione, e non quella morale che è andata a farsi fottere da un pezzo, ‘sta troia…) che è stanca e ha deciso di prendersi una pausa? Ma stanca di cosa? Forse di portare sulle spalle tutti quegli schemi complicati con i quali deve sempre confrontarsi, e per colpa dei quali forse non riesce a fare il suo lavoro fino in fondo.

Quegli schemi che le impongo mio malgrado, quegli schemi che gli impone il mondo civile proprio tramite quella troia, che poi è la prima ad andarsene dopo aver marcato il territorio. Perchè la morale di ogni uomo è facilmente corruttibile, semplicemente perchè non è innata è solo applicata con forza; e per corrompere la morale basta un pensiero, non serve per forza un atto; ed ecco che lei si fa da parte, basta desiderare qualcosa di proibito, di sconveniente, di illegale, di eccessivo o di volgare per metterla da parte, quello che poi ci trattiene (a volte) sono gli scrupoli, sono le conseguenze; insomma sono gli schemi che deve portare sulle spalle la povera sorella. Cenerentola.

Ecco che forse Cenerentola questa notte ha voluto mandarmi un segnale: mi stava pregando di tornare indietro, a quando ancora la sua sorellastra non era arrivata a marcare il territorio, alla spontaneità dei primi anni di vita.

Spera forse forse che io conosca un modo per alleggerire il suo lavoro? Mica mi avrà scambiato per la fatina?

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All-in-su.

febbraio 21, 2008

La vita è bella.

Finchè si ha qualcosa per cui vale la pena viverla.

Per fortuna viviamo in un mondo pieno di cose che ci sembra valga la pena di vivere per.

 

In questi casi poco conta interrogarsi sull’ apparenza e sull’ illusione. Alcune di esse possono far bene. Basta saper stare al gioco.

E’ questa ingenuità?

O è la forza di andare avanti a testa alta?

Ma in fondo perchè curarsi di questo?

Basta riuscire a tirare gli angoli della bocca all-in-su.