Una particolare aurea mediocritas.

febbraio 11, 2008

Spesso sono dell’ idea che nella vita non esistano vie di mezzo e da mezzo esaltato quale sono adoro gli estremismi, soprattutto nella sfera emotiva. Non me ne voglia Epicuro.

Ma nella società tutto è diverso, in quella grande nube dove non ti è premesso perderti nei sentimenti, seguire le passioni, dove devi sempre prendere una posizione, dove devi sempre dimostare di essere qualcuno, io preferisco di gran lunga trovarmi nel mezzo, preferisco schivare le prese di posizione preconfezionate, preferisco farmi gli affari miei, e far affannare gli altri sulle cose che ritengo stupide. Preferisco essere trasversale; così mi piace descrivere quelle persone che vivono nella società, ma non vivono per essa, che ne conoscono i meccanismi ma non si fanno travolgere da essi. Quelle persone che non sono nè ai vertici nè ai margini, sono quelle persone che cercano di vivere come piace a loro, scendendo a compromessi quel tanto che basta per non farsi rompere i coglioni, ma che sanno prendere una posizione e che si sono fatti un idea di molte più cose di quante se ne possano immaginare. Insomma quelle persone che fanno e sanno quello che gli piace.

Ovviamente per me il principe dei trasversali è Charles Bukowski, ma mi è capitato di conoscere, direttamente o indirettamente altre persone che hanno guadagnato la mia stima per questi motivi.

Il punto è che spesso lottare contro qualcosa, indignarsi per qualcosa, significa comunque darle considerazione, significa alla fin dei conti stare al gioco. E spesso non si riesce a distinguere il confine tra l’essere un individuo e il fare finta di esserlo, alimentando inconsapevolmente un qualche grande, troppo grande, meccanismo.

Ad esempio, banalmente, ostinarsi a tutti i costi di non seguire nessuna moda, non significa comunque seguire una moda? Non si sta comunque soffocando il proprio gusto personale per perseguire un banale intento?

E l’ateismo? Non significa credere che non esista alcun dio?

Va bene, penso di essere stato abbastanza chiaro, se così non è stato, sappiate che è per colpa vostra che siete troppo dentro al sistema.

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9 Risposte to “Una particolare aurea mediocritas.”

  1. Marco said

    Mi piace … “trasversale”. Si, mi ci vedo anchio ma non ancora del tutto.

  2. Arkham said

    Se posso chiedertelo, cosa pensi che ti manchi ancora?
    Questo discorso mi sta molto a cuore e mi fa piacere parlarne con altri che condividono.

  3. Marco said

    Cosa mi manca?
    La prima cosa che mi è venuta in mente è la mia scarsa forza nel non voler fare compromessi col mondo degli adulti.

    Ti chiederai come mai?!
    Gli esempi che vedo ogni giorno!
    La media degli adulti ha dimenticato la semplicità della vita. Ha congelato una parte del proprio cuore. E’ disconnessa dalla Terra. E la conseguenza è che si diventa aridi senza amore. Puramente calcolatori.
    Anchio ho congelato una parte del mio cuore, ma adesso lo sto scioglendo.
    Il mio riscaldamento globale! E non lo dico a caso questo… credo che capirai anche tu qual’è il collegamento più grande!

    Io sono rimasto un semplicione, ingenuo. Per essere trasversale ho bisogno di crescere (ma non diventare “adulto”) ed imparare a giocare il gioco della vita con tutti i suoi trabocchetti e scorciatoie.
    E anche questo sto incominciando a farlo.
    Come?
    Semplice! Mi sto facendo crescere le radici. Non scherzo. Succede qualcosa di elettrizzante quando ti colleghi con la Terra… scariche di adrenalina ti fanno ricordare la tua parte animale. Ti danno la grinta per giocare … e questo mi mancava.

    Ma la parte più interessante viene adesso…
    Forte radici, grande cuore e un’alone di spiritualità… questo per me vuol dire essere trasversali in questo mondo… ed è a questo che aspiro…

    E’ un lavoraccio, ma è il mio lavoro… cerco di lamentarmi giusto quello che basta.

    Questo è quello che ti posso dire adesso, dato che il mio processo di trasversalizzazione è appena cominciato.

    Stasera sono tornato a casa con un senso di frustazione, non sò se è la parola giusta… cmq, ho fatto aspettare una mia amica percirca mezzora per poi chiamarla e dirle che non mi andava di uscire. Sapevo che stava da sola e un pò di compagnia e un buon bicchiere di vino solleva la vita… CAvolo mi dispiace averla fatta aspettare da sola per niente. E mi è rimasto questo senso nella bocca dello stomaco…

    Scusa mi sono dilungato…

  4. Marco said

    che ho detto?: “scarsa forza nel non voler fare compromessi col mondo degli adulti.”
    intendevo dire che non volevo fare compromessi di nessun tipo col mondo degli adulti che in general mi circonda…

  5. sheer1984 said

    Marco, quali sono i tuoi compromessi??
    cosa ti permettere di vivere nella società, il vincolo che non ti fa essere un estremista?
    Quello che fai porta all anticonformismo non alla trasversalità.
    E’un patto tu regali parte della tua vita alla società, lei ti permette di viverci dentro.
    Quello di Arkham è un modo per non scordarsi che ne fa parte ma non vi è una totale comprenetrazione con essa.
    Cosa che spesso viene scordata dalla maggiorparte delle persone.
    Questo non vuol dire che non ne è schiavo.
    Sicuro di voler cercare compromessi?

  6. Arkham said

    Effettivamente, Marco, quello di cui parli tu sembra più anticonformismo che trasversalità.
    Anche se mi sembra che hai capito che a volte i compromessi (da disilluso) sono necessari, che è fondamentale saper stare al gioco quando serve, questo tuo discorso dal sapore “spirituale”, non mi sembra abbia i miei stessi intenti.

    Sheer, uno schiavo non è nella posizione di prendere quello che vuole, uno schiavo non può permettersi di decidere nulla, non può entrare ed uscire di scena quando vuole, non può neanche barattare o scendere a compromessi.
    Tra bisogni e schiavitù si possono tranquillamente fare delle distinzioni secondo me.

  7. Marco said

    Bho, magari avrò capito male io, ma io leggo questo:

    “Preferisco essere trasversale; così mi piace descrivere quelle persone che vivono nella società, ma non vivono per essa, che ne conoscono i meccanismi ma non si fanno travolgere da essi. Quelle persone che non sono nè ai vertici nè ai margini, sono quelle persone che cercano di vivere come piace a loro, scendendo a compromessi quel tanto che basta per non farsi rompere i coglioni, ma che sanno prendere una posizione e che si sono fatti un idea di molte più cose di quante se ne possano immaginare. Insomma quelle persone che fanno e sanno quello che gli piace.”

    … e devo dire che mi ci ritrovo tanto in questa definizione.
    Quindi a questo punto mi viene da ridere … e dico … o qua siamo tutti anticonformisti o io magari mi sono spiegato con parole che sono poco familiari al vostro modo di esprimervi.
    No, veramente… ve lo dico perchè io mi sento di avere espresso lo stesso concetto riportando la mia personale esperienza, che forse per te, Arkham, saprà un pò di spirituale… e vabbè!
    E poi cmq, magari voi avete più esperienza di me in questa faccenda della trasversatilità… e quindi magari avete riconosciuto un atteggiamento che per me ancora è estraneo!

    Ma forse essere trasversali vuol dire anche essere un pò anticonformisti…

    Sheer, compromessi… non saprei dirti… vedremo! Scegliere psicologia ,ad esempio, sarebbe stato un compromesso fino a poco tempo fa. Ma adesso è una scelta convinta.
    Si, non credo che la parola compromesso nasconda dietro un aspetto sempre poco gradevole… anzi…

    Vabbè ragazzi, mi sono dilungato… spero che siate ancora vivi!?!?

  8. Arkham said

    Beh forse un pò di ambiguità si è presentata visto che come dici tu sei ancora a metà strada.

    Però il discorso del connettersi alla terra etc. mi sa di spirituale, tu che intendi di preciso?

    Anzi ad un certo punto dici proprio: “Forte radici, grande cuore e un’alone di spiritualità… questo per me vuol dire essere trasversali in questo mondo… ”

    Il fatto è che per me l’anticonformismo è una posizione già schierata, che fa parte del gioco.
    A me non interessa molto schierarmi in certe faccende, preferisco stare a guardare la gente che si sbatte, che si affanna e fare qualche volatina ogni tanto, per gusto, per sollazzo e per farmi un’idea.
    Una di quelle posizioni sicuramente criticata da tanti palloni gonfiati e illusi che abbiamo intorno.
    Questo ovviamente non significa che io non sappia prendere una posizione, che non abbia opinioni, o che non ci sia nulla che mi animi.
    Anzi… diciamo che la trasversalità mi permette di avere una visione molto più lucida di altri.
    E’ un discorso presuntuoso ovviamente 😉

  9. Marco said

    E si Arkham,
    credo ti capirti. Anzi per certi versi mi sembra di leggere me stesso… il me stesso di parecchi mesi fa! … “visione molto più lucida di altri”… si ti comprendo…

    Questa visione lucida si chiama intellettualizzazione, a mio parere, ma soprattutto per mia esperienza personale. E fino a qua la cosa mi sta benissimo… ti posso capire alla grande.

    Ma c’è un’altra parte che molti di noi hanno dimenticato. Il collegamento con la Terra. E’ quella parte che qualcuno potrebbe chiamare “spirituale”, ma che è invece semplicemente innata in noi. Io purtroppo non saprei spiegarvela a parole, non più di quelle che vi ho già detto.
    Il motivo è semplice! Perchè la nostra essenza più intima, quella che ci fa sentire creature della natura, non può essere intellettualizzata per essere veramente compresa. E’ una esperienza intima… e credo che non sia difficile comprendere una cosa del genere col solo ragionamento. Ma il punto sta nello sperimentarlo anche col cuore… credetemi io non saprei esprimerlo in altre parole.

    Cmq, Arkham, il tuo agnosticismo è una naturale conseguenza della tua (ma non solo tua…) intellettualizzazione. Ci tengo a sottolinearlo, è ottimo come approccio alla vita, anzi è indispensabile.
    Ma non c’è solo mente nel processo di trasversalizzazione che io intendo più nello specifico.
    E non è un caso che tu, Arkham, mi venga a domandare che cosa voglia dire il mio “connettersi alla terra”.

    Mi farei un viaggio in africa o cmq da qualche parte nel mondo per poter stare a contatto per un lungo periodo con un popolo che ancora non ha dimenticato il suo collegamento con la Terra… perchè la mia personale esperienza si ferma qua per il momento… anche se ce ne sarebbero di cose che ho sperimentato direttamente, cose che qualcuno potrebbe definire paranormali o semplice fantasia…
    E là, purtroppo, anche la mente più lucida di questa terra non potrebbe veramente comprenderne l’esperienza.

    Anzi, sono curioso di sapere quel’è stata la vostra personale esperienza che potremmo definire “extra trasversale”…

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