Nihil.

dicembre 13, 2007

Sono un pò di giorni che mi girano per la testa varie cose di cui vorrei parlare, ma per mancanza di tempo e sconclusionatezza innata, ho un pò perso il filo della questione.

Nel frattempo volevo sottolineare un paio di eventi accaduti ultimamente nel paese in cui viviamo.

L’italia intendo.

Malgrado io mi interessi pochissimo di politica e attualità, oltre che per via della solita pappa da giovane sfiduciato verso le istituzioni, anche per una mia attitudine personale tendente al nichilismo e all’ accidia, nonchè al menefreghismo e alla disobbedienza sociale (che pezzo di merda… ma almeno non ipocrita), ogni tanto tiro fuori la testa dalla sabbia per guardarmi intorno, e quello che vedo solitamente mi fa venire voglia di ingoiare altri Kg di sabbia.

A questo punto l’unica cosa che mi resta per consolarmi è pensare a Giuliano Ferrara nudo dentro una vasca da bagno con Berlusconi e Dell’utri che gli pisciano addosso e Previti che gli caga in bocca e la Santanchè in completo sadomaso che li frusta .

Avrete già capito quale sia la nota dolente del mio discorso. Ora, non ho molta voglia di dilungarmi in apologie o denunce, ho solo voglia di esprimere la mia amarezza per questa situazione. Non saprei neanche bene con chi prendermela, ma tanto sarebbe inutile, e forse so il perchè, e il concetto è ben espresso secondo me proprio in una frase che Luttazzi ha scritto nel suo blog:

“Se io parlo del sostegno immondo di Ferrara alla guerra criminale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, e voi vi scandalizzate dei toni satirici invece che di Abu Grahib o del napalm a Falluja, la vostra scala di valori è corrotta. Era questo il significato di quel monologo. Come volevasi dimostrare.”

Sia ben chiaro che questo non è un moralismo, ma una critica al moralismo, che come vediamo porta all’ ottusità della gente (o che parte da essa, chi lo sa…) che non riesce più a distinguere quali siano gli episodi veramente gravi della vita.

Ecco perchè sono dell’ idea che la morale non debba pervaderci, ma dovremmo essere ben consci che è solo uno strumento, un pacchetto di regole di convivenza, costruito ed evoluto in base ai nostri sentimenti e non il contrario, come spesso la gente finisce per pensare (prego i ferventi moralisti, che guarda caso sono spesso anche ferventi religiosi, di cambiare aria in caso non condividano, senza troppe rotture di palle) .

Uhm, mi sono fatto un pò prendere dalla mano, in realtà volevo solo fare un piccolo accenno a questa questione, la quale si commenta da sola, ed invece discutere un pò di un episodio che ho sentito personalmente come molto positivo: la mobilitazione degli autotrasportatori di questi giorni.

Non sto scherzando.

I disagi, l’irresponsabilità, le angherie e le costrizioni, le manovre politche e tutto quello che di negativo vi viene in mente, sicuramente sono stati presenti, ma apparte il fatto che sono dell’ ideache siano stati gonfiati come al solito, sono fermamente convinto che ne sia valsa la pena.

Una protesta seria e motivata, favoloso. Era da tanto che gli scioperini annunciati mi facevano sorridere, dopo che avevo pure smesso di chiedermi per quale motivo li facessero ancora.

Mi ha (quasi) eccitato, giuro. Potevo quasi sentire la sferzata di eccitazione derivata dall’ idea di aver messo in ginocchio un paese.

I motivi politici che hanno spinto a questa protesta per quanto validi, sono quasi marginali nel mio discorso, è più la dimostrazione del fatto che ogni uomo abbia ancora “potenza” che mi ha colpito.

Voglio dire, ma allora sappiamo ancora rivoltarci quando qualcosa non ci va bene, non siamo completamente appiattiti, sappiamo ancora prendere il toro per le corna e guardarlo negli occhi con aria di sfida, sebbene in cuor nostro arda la paura insieme al furore.

Il fatto di uscire per un momento dal corso ordinario degli eventi, unendo le propie forze e sfruttando i propri mezzi, per non essere solo un individuo confuso nella moltitudine, con la sua funzione e i suoi programmi, ma di emergere, di farsi sentire, di dimostrare potenza, per me è a stupendo, galvanizzante.

E’ uno dei tanti modi per non essere un uomo medio.

Io per uomo medio non intendo quello che si intende solitamente, quello per me è un uomo mediocre e basta .

Chi è l’uomo medio? Tutti siamo l’uomo medio, anche io purtroppo. Certo ovviamente non sto dicendo che siamo tutti uguali, il mondo è pieno di cretini, di ignoranti e di religiosi…io sono sicuramente meglio della maggior parte di voi, ma è una magra consolazione in fondo. (me la rido…)

Invece esistono uomini che influiscono fortemente sulla società, o che al contrario vivono fuori da essa, dentro loro stessi.

Quelli sono gli uomini che noi non siamo: poeti, scrittori, musicisti, rivoluzionari, dittatori, scienziati, benefattori, serial-killer, e dal lato opposto eremiti, vagabondi, barboni, disadattati (i miei preferiti).

Nel mezzo ci siamo noi, poveri scemi inghiottiti dal turbine di una vita tutta uguale a se stessa e a quelle degli altri. Si si, esistono mille variabili, e grazie-al-cazzo oserei dire, altrimenti avremmo già compiuto un suicidio di massa.

Insomma, prima che mi faccia prendere dal pessimismo più nero è meglio che rimetta nell’ armadio il superuomo di gomma, ma per quanto mi riguarda, massimo rispetto ai camionisti che per pochi giorni sono stati uomini sopra la media.

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7 Risposte to “Nihil.”

  1. Arkham said

    Madonna che polpettone, ma quanto cazzo scrivo? o_O

  2. paulo said

    Mah, non saprei proprio: più che una “dimostrazione del fatto che ogni uomo abbia ancora potenza” mi è parsa la solita solfa: un camion grosso e pesante che può occupare l’intera sede stradale è più “potente” della bicicletta di un postino, e quindi conta di più (il camion della bicicletta, non l’uomo dell’uomo).

  3. Arkham said

    Non ne stavo facendo di certo una questione di misure.
    All’ atto pratico il postino ed il camionista hanno lo stesso peso nella società, sono due piccole rotelline, fanno tutti e due parte della medianità di cui parlavo.
    E soprattuto la protesta era incentrata sul non far arrivare a destinazione i prodotti più che sull’ occupare le strade.
    Sicuramente se i postini volessero protestare seriamente e bloccassero per una settimana il traffico postale, avremmo gli stessi disagi e dimostrerebbero la stessa potenza.

    Ma soprattuto, i postini in bicletta ormai mi sa che sono rimasti solo a Paperopoli 😀

  4. paulo said

    Se la protesta fosse stata incentrata sul non far arrivare i prodotti a destinazione non avrebbero al contempo occuppato le strade, quindi hanno usato entrambi i metodi, e quindi avevano bisogno di entrambi i metodi. Condivido il pensiero che abbiamo ancora un potere, che è enorme, ognuno di noi. Al tempo stesso ci sono decine e decine di servizi essenziali; e quando si parla di servizi essenziali la questione si fa delicata, per il semplice motivo che l’uomo è un animale ormai completamente interdipendente rispetto a tutti i suoi simili. Alcuni di questi servizi essenziali, se venissero interrotti con altrettanto rigore e solerzia, causerebbero talvolta la morte di persone. Se volessimo verificare che molti di noi sono “potenti” in questo senso, posso immaginare situazioni ancora più convincenti. Quindi se abbiamo questo potere, che è indubbio, se non tutti lo usano allo stesso modo non è perché sono scemi. Volevo solo far notare questo: che non avevo bisogno di quello sciopero per verificare questo fatto della vita nella nostra società. Quello che mi lascia molto più ammirato invece è il senso di sacrificio delle persone che garantiscono la nostra serena convivenza, spesso trattati senza adeguato riconoscimento. Questo aspetto della natura umana lo trovo enormemente più potente di ogni cosa.

  5. Arkham said

    Non si tratta di avere potere, ma di dimostrare potenza.
    Si tratta di emergere brutalmente, di spezzare i soliti schemi anche solo per un misero istante.
    Parlo di una grandezza diversa io, di un qualcosa di quasi perverso.
    Le persone che hanno senso del sacrificio e quotidianamente lavorano per noi, fanno semplicemente quello che ci si aspetta da loro.
    Sono anche loro delle rotelline, per carità è giusto essergli grati e ripagarli a dovere.
    Ma nel mio discorso non calzano.
    Calzerebbe molto di più un uomo qualsiasi che facesse un sacrificio estremo, uno solo, quando da lui non ce lo saremmo aspettati, e magari diventasse anche eroe per 5 minuti.

    Si può trattare di potenza senza controllo, di istinto che domina, di pazzia momentanea, di quello che vi pare; ma deve essere qualcosa che sappia procurare una forte scossa, qualcosa capace di lasciarci a bocca aperta, come davanti ad una potente onda, la quale sappiamo potrebbe annientarci per sempre in un semplice istante.

  6. paulo said

    Mi chiedevo se un kamigaze che si fa esplodere rientri perfettamente nella descrizione:
    “Calzerebbe molto di più un uomo qualsiasi che facesse un sacrificio estremo, uno solo, quando da lui non ce lo saremmo aspettati, e magari diventasse anche eroe per 5 minuti. Si può trattare di potenza senza controllo, di istinto che domina, di pazzia momentanea.”

    Credo di non comprendere quale significato attribuisce alla “potenza” che non sia nota come significato letterale della parola, e cioè la potenza che ha l’uomo che sa anche annientare ed obliterare. Non è una novità, mi pare, che una persona (e ancor di più un gruppo) sia in grado di spaziare dalla docilità alla potenza distruttiva totale (come ogni animale, con la differenza che è in gradi non in tipologia). Ritengo che l’unica cosa affascinante di tutto ciò sia la collettivizzazione dell’agire, non l’agire solitario come eccezione. Ciò che separa l’uomo da altri animali non è se sappia tanto prendersi cura quanto uccidere, ma il fatto che non ci sarebbe sopravvivenza del singolo senza azione sinergica. La “potenza” umana la trovo nella cooperazione, a volte strategica, non nel fatto isolato ed imprevedibile del singolo. Essere potente in senso letterale ed in modo estemporaneo non lo trovo né grande né perverso, ma ovvio, scontato, inevitabile, perché è l’unico fare che pervade la natura in ogni istante, in tutte le forme di vita. Cumulare dosi infinitesimali di eroicità nei quaranta milioni di minuti di una vita non lo trovo affatto impresa più semplice e scontata del concentrare una grande dose in cinque minuti, ma solamente meno spettacolare (oggi si direbbe che non fa audience, quale orribile espressione).

  7. Arkham said

    Certo che un kamikaze ci rientrerebbe nel discorso. In fondo il mio è un discorso amorale, il bene e il male c’entrano poco.
    Secondo me non ha senso stupirsi di un qualcosa che è una caratteristica intrenseca del soggetto.
    Come ben dici solitamente la potenza dell’ uomo sta nell’ azione sinergica. Come dovrebbe stupirmi, sorprendermi questa cosa?
    Non ne faccio una questione di numeri, non mi interssa la quantità o il rapporto con il tempo.
    Qui si parla di “botta”.
    In ogni caso, questo è solo un aspetto del mio discorso. Non sto solo elogiando l’azione estemporanea del singolo, anzi nell’articolo inziale si parlava di una categoria.
    L’ammirazione era per aver rotto gli schemi, per aver inginocchiato il paese. Era per aver fatto qualcosa fuori dal comune, ed in quel caso in realtà proprio grazie ad un’ azione sinergica, strumento che spesso la gente, schiacciata dalla qutidianità, si dimentica di avere.
    Ma ripeto, non è stato lo strumento a lasciarmi ammirato, ma le conseguenze dell’ azione, la dimostrazione di forza. La parte un pò barbarica della cosa.

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