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	<title>Commenti a: Sulla scia della sofferenza, vi interrogo.</title>
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		<title>Di: Arkham</title>
		<link>http://salottino.wordpress.com/2007/12/20/sulla-scia-della-sofferenza-vi-interrogo/#comment-31</link>
		<dc:creator>Arkham</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 21:35:11 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante visione e devo dire anche tristemente  realistica. 
Dicendo tristemente, però già sto inserendo un livello analitico del tutto personale.

In realtà se questa fosse la vera natura dell&#039;uomo perchè dovrebbe essere triste? Perchè non accettarci per come siamo? 
Il problema è che io non mi sento così, e dato che mi piace come sono, mi rattristo per le persone che sono nel modo descritto da Buzzati.

Riconosco comunque che la Solitudine qui descritta possa essere sicuramente uno dei motivi, anche inconsci volendo, che porta l&#039;uomo ad una fantomatica condizione di Sofferenza.

Mi piacerebbe essere smentito. :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante visione e devo dire anche tristemente  realistica.<br />
Dicendo tristemente, però già sto inserendo un livello analitico del tutto personale.</p>
<p>In realtà se questa fosse la vera natura dell&#8217;uomo perchè dovrebbe essere triste? Perchè non accettarci per come siamo?<br />
Il problema è che io non mi sento così, e dato che mi piace come sono, mi rattristo per le persone che sono nel modo descritto da Buzzati.</p>
<p>Riconosco comunque che la Solitudine qui descritta possa essere sicuramente uno dei motivi, anche inconsci volendo, che porta l&#8217;uomo ad una fantomatica condizione di Sofferenza.</p>
<p>Mi piacerebbe essere smentito. <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Lord Byron</title>
		<link>http://salottino.wordpress.com/2007/12/20/sulla-scia-della-sofferenza-vi-interrogo/#comment-30</link>
		<dc:creator>Lord Byron</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 20:38:41 +0000</pubDate>
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		<description>Li vedo: durante la conversazione uno di colpo si distrae, sta fermo e pensieroso,
magari pochi secondi ma è quanto basta per capire che la sua verità è là, dentro
quel silenzio. Come uno che dinanzi a casa stia conversando con gli amici e a un tratto
li lascia, corre dentro a vedere chissà cosa e subito dopo ritorna, col volto di prima
tale e quale, e nessuno sa che cosa sia andato a fare e se qualcuno glielo domanda,
lui risponde &quot;niente&quot;, e d&#039;altra parte non si poteva scorgere nulla attraverso la porta
quando lui l&#039;ha aperta, che cosa ci fosse dietro, non si vedeva che un rettangolo di buio.
Una immensa piazza, dunque, con intorno un&#039;infinità di case, questa è la vita;
e, in mezzo, gli uomini che trafficano fra di loro e nessuno riesce mai a conoscere
le altre case; soltanto la propria e in genere male anche questa perché&#039; restano molti
angoli bui e talora intere stanze che il padrone non ha la pazienza o il coraggio di
esplorare. E la verità&#039; si trova soltanto nelle case e non fuori.
Cosicché&#039; del restante genere umano non si sa mai niente.
L&#039;uomo passa distratto in mezzo a questi infiniti misteri e ciò non sembra
poi dispiacergli eccessivamente.
(La Solitudine tratto da &quot;In quel preciso momento&quot;, 1950)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Li vedo: durante la conversazione uno di colpo si distrae, sta fermo e pensieroso,<br />
magari pochi secondi ma è quanto basta per capire che la sua verità è là, dentro<br />
quel silenzio. Come uno che dinanzi a casa stia conversando con gli amici e a un tratto<br />
li lascia, corre dentro a vedere chissà cosa e subito dopo ritorna, col volto di prima<br />
tale e quale, e nessuno sa che cosa sia andato a fare e se qualcuno glielo domanda,<br />
lui risponde &#8220;niente&#8221;, e d&#8217;altra parte non si poteva scorgere nulla attraverso la porta<br />
quando lui l&#8217;ha aperta, che cosa ci fosse dietro, non si vedeva che un rettangolo di buio.<br />
Una immensa piazza, dunque, con intorno un&#8217;infinità di case, questa è la vita;<br />
e, in mezzo, gli uomini che trafficano fra di loro e nessuno riesce mai a conoscere<br />
le altre case; soltanto la propria e in genere male anche questa perché&#8217; restano molti<br />
angoli bui e talora intere stanze che il padrone non ha la pazienza o il coraggio di<br />
esplorare. E la verità&#8217; si trova soltanto nelle case e non fuori.<br />
Cosicché&#8217; del restante genere umano non si sa mai niente.<br />
L&#8217;uomo passa distratto in mezzo a questi infiniti misteri e ciò non sembra<br />
poi dispiacergli eccessivamente.<br />
(La Solitudine tratto da &#8220;In quel preciso momento&#8221;, 1950)</p>
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